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La disidratazione rappresenta un trattamento di tipo fisico, impiegato per la riduzione del contenuto di acqua dei fanghi al fine di:

  • Ridurre i volumi di fango da smaltire, con risparmio dei costi di trasporto e smaltimento;
  • Facilitare la manipolazione dei fanghi;
  • Rimuovere l’eccesso di acqua, incrementando il potere calorifico dei fanghi a monte dell’incenerimento;
  • Regolare il contenuto di acqua prima del compostaggio, così da ridurre l’impiego di agenti strutturanti e di ammendamenti;
  • Ridurre l’emissione di odori e la putrescibilità dei fanghi.

Per ridurre l’umidità del fango possono essere utilizzate diverse soluzioni tecnologiche e l’individuazione dell’apparecchiatura più idonea viene effettuata in base alla tipologia del fango, alle caratteristiche dei prodotti disidratati e alla disponibilità di spazi. Tra le apparecchiature meccaniche, che consentono di accelerare la disidratazione del fango, quelle più comunemente utilizzate sono Nastropresse, Filtropresse e Centrifughe.

Per preparare il fango meccanicamente e facilitare la disidratazione viene dosato del polielettrolita di tipo cationico forte ed un flocculante a base di sali di ferro o alluminio. Il dosaggio può essere effettuato direttamente nella vasca di ispessimento, oppure in alternativa nella tubazione di mandata dei fanghi ispessiti.
I fanghi di supero, prodotti dall’impianto biologico, vengono prelevati dalla vasca di ispessimento ed inviati, tramite pompe a pistone/monovite, all’apparecchiatura di disidratazione, in modo da ottenere un fango con un valore di secco tra il 18-23%.
L'acqua di sgrondo dell’apparecchiatura sarà rinviata per gravità in testa al trattamento della linea acqua, mentre i fanghi disidratati potranno essere utilizzati come fertilizzante per l'agricoltura o destinati allo smaltimento.

DISIDRATAZIONE1Nastropresse: la disidratazione avviene per compressione progressiva del fango tra due nastri filtranti.
Il fango condizionato chimicamente viene scaricato nella zona di primo sgrondo, dove il fango perde per gravità buona parte dell’acqua contenuta, iniziando il processo di drenaggio. Dopo la zona di presgrondo, il fango passa nella zona di pressatura a bassa pressione in cui avviene la convergenza delle due tele (superiore ed inferiore) con aumento graduale della pressione esercitata sul fango. Tramite il passaggio dei due teli confluenti attorno a rulli forati di dimensioni decrescenti, si aumenta la pressione della spremitura fino alla disidratazione finale.
La pulizia delle tele è ottenuta tramite delle rampe di ugelli di lavaggio che, spruzzando acqua ad alta pressione, effettuano la pulizia delle tele filtranti.

Filtropresse: la disidratazione si ottiene forzando l’acqua a fuoriuscire dal fango per mezzo di azioni a elevata pressione.
Il loro principio di funzionamento consiste nel passaggio in pressione del liquido (massimo 15 bar) attraverso delle piastre a tele filtranti, che ne trattengono la componente solida formando il cosiddetto “pannello”. L’intera sequenza di piastre forma il “pacco filtrante”, il cui serraggio ad alta pressione avviane tramite un pistone di chiusura idraulico azionato da pompa motorizzata.
La pulizia finale delle tele può essere eseguita con sistemi di lavaggio automatici; per la raccolta e il convogliamento dei pannelli possono essere adibiti vasche fisse o mobili, coclee o nastri trasportatori.DISIDRATAZIONE2DISIDRATAZIONE3

Centrifughe: La separazione del solido dal liquido avviene all'interno di un tamburo rotante dalla forma troncoconica/cilindrica, sulla cui periferia la fase solida (più pesante) sedimenta, per la forza centrifuga applicata, e viene continuamente espulsa dalla coclea interna.

 


Questa tecnologia è parte integrante del processo di trattamento di un Impianto Biologico e Impianto acque Primarie.

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