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CHIMICO FISICOI trattamenti chimico fisici sono processi che permettono la rimozione di sostanze inquinanti presenti nelle acque, in genere scarsamente biodegradabili, mediante l'utilizzo di additivi chimici.
Questi additivi, chiamati comunemente "reagenti", in particolari condizioni di pH, reagiscono con le sostanze inquinanti rendendole insolubili e favorendone l'abbattimento mediante coagulazione, precipitazione e/o neutralizzazione.

Coagulazione: le particelle colloidali (organiche e inorganiche), presenti nel refluo da trattare, generalmente possiedono una carica superficiale netta negativa, che, per effetto dell’azione di repulsione reciproca tra cariche elettriche dello stesso segno, mantiene le particelle in sospensione stabile all’interno del liquido.
La coagulazione è il processo di destabilizzazione di queste cariche superficiali, tramite il dosaggio di reagenti chimici, che permette l’aggregazione delle particelle colloidali in microfiocchi.

Flocculazione: è un processo, che tramite l’aggiunta di reagenti chimici di natura organica, produce un incremento delle dimensioni delle particelle a seguito delle collisioni tra di esse, facilitando la loro separazione dall’acqua per sedimentazione.
Generalmente si realizza in vasche attrezzate con agitatore lento a pale, in modo da favorire la collisione tra particelle e contemporaneamente preservare i fiocchi formatisi. Si utilizzano sali di ferro o d’alluminio; successivamente viene dosato del polielettrolita per migliorare l’aggregazione dei solidi sospesi in fiocchi di fango e favorire la loro sedimentazione.

Nel considerare queste applicazioni, è importante sottolineare che l’utilizzo di reagenti chimici comporta un netto incremento dei costituenti disciolti (aumento dei TDS fino al 20-25%), un aumento dei costi di gestione per l'acquisto dei prodotti chimici, un aumento della pericolosità nel maneggiare/stoccare i reagenti, una produzione elevata di fanghi tossici difficilmente smaltibili, oltre al fatto che l’utilizzo di ferro/polielettrolita e calce è molto pericoloso per eventuali successivi trattamenti a membrane.
Nonostante i molteplici svantaggi, questo trattamento comporta anche dei vantaggi se viene adottato come sistema per incrementare l’efficienza di rimozione dei solidi nei comparti di sedimentazione, per la rimozione del fosforo e per la rimozione dei metalli pesanti o di composti inorganici che con altri processi sarebbero difficilmente separabili.

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